
Casa di Riposo Fondazione G. Fabricio – Clauzetto
Con fotografie di Russell Lee
Dal 18 aprile al 09 maggio 2026
Le storie ascoltate rivelano una memoria fatta di attraversamenti, distanze, ritorni. In dialogo con questi racconti, le immagini di Russell Lee – fotografo capace di restituire con sguardo diretto e partecipe la vita quotidiana durante la Grande Depressione americana – aggiungono una trama visiva che amplifica i temi del progetto. Le sue fotografie, essenziali e senza artificio, colgono dettagli minimi e gesti sospesi, suggerendo che ogni spostamento, anche il più piccolo, porta con sé una geografia umana fatta di resistenza, fragilità e legami invisibili.

Avveduti
15a edizione – 2026
dal 14 marzo al 05 dicembre 2026
Mostre presso
Ottica Visus di Vania Vidotto,
vicolo Concavo 1, Spilimbergo
Cinema Teatro Miotto,
viale Barbacane 15, Spilimbergo
In collaborazione con
il Comune di Spilimbergo
Avveduti. Valigie di memoria
a cura di Chiara Moro
Valigie di memoria prende forma da una domanda semplice e aperta: che cosa rimane quando il ricordo cambia? L’edizione 2026 di Avveduti, a cura di Chiara Moro, sceglie di esplorare la memoria come materia viva, mutevole, capace di trasformarsi nel tempo senza perdere la propria forza relazionale.
Attraverso incontri di ascolto con gli utenti delle residenze per anziani, il progetto accoglie frammenti di storie, immagini, parole, atmosfere. Non per ricomporre biografie complete, piuttosto per dare spazio a ciò che affiora: tracce discontinue, ritorni inattesi, emozioni che resistono.
La memoria, anche quando si fa incerta, continua a creare legami. È una valigia invisibile che ciascuno porta con sé: non un deposito chiuso, bensì un bagaglio che si modifica, si alleggerisce, si riorganizza. In questo scambio, il ricordo non appartiene solo a chi lo racconta: diventa esperienza condivisa, occasione di riconoscimento e responsabilità per chi ascolta.

Casa di Riposo Fondazione G. Fabricio – Clauzetto
Con fotografie di Russell Lee
Dal 18 aprile al 09 maggio 2026
Le storie ascoltate rivelano una memoria fatta di attraversamenti, distanze, ritorni. In dialogo con questi racconti, le immagini di Russell Lee – fotografo capace di restituire con sguardo diretto e partecipe la vita quotidiana durante la Grande Depressione americana – aggiungono una trama visiva che amplifica i temi del progetto. Le sue fotografie, essenziali e senza artificio, colgono dettagli minimi e gesti sospesi, suggerendo che ogni spostamento, anche il più piccolo, porta con sé una geografia umana fatta di resistenza, fragilità e legami invisibili.

ASP Casa di Riposo – Spilimbergo
Con fotografie di Marion Post Wolcott
Dal 20 giugno all’11 luglio 2026
La memoria affiora per lampi: una frase spezzata, il ricordo di un luogo, un’immagine che ritorna quando meno la si aspetta. Questi frammenti dialogano con il lavoro di Marion Post Wolcott, che attraverso la fotografia seppe dare voce a comunità segnate dalle difficoltà economiche e sociali della sua epoca. Le sue immagini, intense e attente al vissuto delle persone, risuonano con i racconti raccolti: entrambi restituiscono la forza degli sguardi, la dignità dei gesti quotidiani, la capacità di tenere insieme fatica e immaginazione.

Casa di Riposo – San Vito al Tagliamento
Con fotografie di Emil Mayer
Dal 26 settembre al 17 ottobre 2026
Le narrazioni degli ospiti ricompongono un mosaico di esperienze radicate nella storia del territorio. Le fotografie di Emil Mayer – osservatore acuto della Vienna dei primi decenni del Novecento – offrono un controcanto visivo a queste memorie: scene di strada, posture, momenti ordinari che diventano testimonianza di un tempo sospeso. L’incontro tra le parole raccolte e lo sguardo di Mayer suggerisce che ogni luogo custodisce una trama di gesti quotidiani che attraversa epoche e comunità, e continua a parlare a chi sa ascoltare.

La valigia di cartone
Illustrazioni di Federica Pagnucco – Testi di Sara Beinat
Dal 15 novembre al 5 dicembre 2026
Dai racconti di chi ha vissuto viaggi, passaggi e cambiamenti nascono nuove forme di incontro. La scatola di cartone trasforma le memorie raccolte nel territorio in un gioco per bambini, un dispositivo semplice e poetico che diventa ponte tra generazioni. Non si tratta di ricostruire un passato lineare, ma di condividere suggestioni: tappe, oggetti, emozioni che riemergono e si fanno narrazione collettiva.
