Giulia Cornaggia, dal 29 maggio al 26 giugno 2021
illustrazione

Le illustrazioni di Giulia Cornaggia sono rade e accurate, frutto di un giovanissimo stile personale descritto dall’uso di colori delicati, piatti, ad evitare sfumature e sbalzi cromatici. Trasgredendo la rappresentazione del reale, Cornaggia delinea mondi fantastici e sognanti, in una raffinata sintesi figurativa incline all’impressionismo in cui il soggetto si inserisce lieve sopra la griglia di costruzione dell’opera, celandola, rendendola sfondo con la sua presenza.

“Avveduti – salutare”
10a edizione – 2021

Mostre presso Ottica Visus, Spilimbergo
in collaborazione con le pasticcerie: Arte Dolce / Castellani / Corso Roma / Giordani / Le Strane Delizie
a cura di Chiara Moro

Alcune parole celano il loro significato fino al momento in cui non vi è qualcuno che vi punta il dito contro. Salute è una di queste: per anni appendice al mondo di costume e sfizio di pochi, ha avuto una nuova e rinnovata bella stagione nell’ultimo periodo a noi più recente, vestendosi di inusuali panni pesanti. Sottomessi dai privilegi del primo mondo e dimentichi di effettive necessità umane, abbiamo perso di vista le motivazioni del nostro usare quotidianamente questa parola nella più basilare delle azioni che compiamo: il “salutare”.

Al di là dell’etimologia stessa della parola, l’augurio convenevole che riguarda la salute fa parte dei nostri gesti più inconsci: dal “salve” allo “stammi bene” ne usiamo comunemente una batteria notevole. Ed è così da tempo immemore. Formule e gesti contraddistinti dalla cura per l’altro accompagnano l’incontro e la separazione per molti popoli nel mondo. Un tempo si avvicinava il naso all’altra persona per sentire dal suo odore se stava bene; da questo augurio derivano i molti saluti vis à vis ancor oggi utilizzati, dal kunik delle popolazioni inuit all’hongi dei māori, fino all’honi delle popolazioni native Hawaiiane. Salutarsi attraverso il naso è comune anche in Cambogia, Laos, Thailandia e Vietnam, nonché per le popolazioni nomadi di Mongolia ed Arabia.

Ma l’articolata ricchezza di significati del verbo “salutare” va al di là sia del giovare alla salute, sia dell’insieme di formule e di gesti di saluto, polarizzati giusto nei momenti del ritrovo e del commiato. In un accogliere, fino all’acclamazione, saluto la primavera con gioia e buoni propositi nonché l’arrivo degli ospiti. Con un invito al rivedersi saluto la compagnia quando mi appresto a un lungo viaggio, o decreto un addio quando saluto questo periodo nefasto o la prospettiva ormai sfumata. Rendo, poi, omaggio a persone care se passo a salutarle. Il nocciolo invariabile sta nel suo essere un atto di rispetto e di riconoscimento: nel salutare vediamo e diamo valore a chi o ciò che salutiamo, lo riconosciamo, lo accogliamo nella nostra sfera di interesse, auguriamo che nel prosieguo stia bene, ci prendiamo cura di lui.

In questo decimo anno della rassegna “avveduti” vogliamo, quindi, salutare, accogliendo nuovi stimoli per gli anni a venire e rinnovando l’intento sul territorio di fare arte per tutti.

dal 17 aprile al 15 maggio 2021 – Walter Zaramella
dal 29 maggio al 26 giugno 2021 – Giulia Cornaggia
dal 07 agosto al 04 settembre – Massimo Neri e Denis Scarpante
dal 25 settembre al 23 ottobre 2021 – Claudia Fogolari